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Castellabate, la storia

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Castellabate è un piccolo borgo medievale arroccato sulle alture che si stagliano nel cuore del Parco nazionale del Cilento, a 280 metri sopra il livello del mare. Dalla sua posizione idilliaca domina il Golfo di Policastro, di fronte alla Costiera Amal tana ed all’isola di Capri, rivelandosi uno dei luoghi più belli d’Italia.

Le origini di Castellabate sono legate a Costabile Gentilcore, quarto abate dell’Abbazia di Cava de’ Tirreni, che, riconosciutane la posizione strategica, nel 1123 diede inizio alla costruzione di una fortezza che difendesse la popolazione dai continui attacchi dei pirati saraceni. Intorno alle imponenti mura di questa fortezza, chiamata ben presto “Castello dell’Abate”, nasceva negli anni un insediamento: il piccolo borgo si sviluppava in maniera concentrica, snodandosi lungo i caratteristici vicoletti, le scale in pietra ed un incastro di case, le cui mura sono preziosa testimonianza delle epoche passate.

Il borgo, inoltre, era anticamente chiuso da cinque diverse porte: “Porta di Mare” e “Porta Cavalieri” dal lato del mare; “Porta Sant’Eustachio” e “Porta la Chiazza” dalle campagne; “Porta de li Bovi” dal retroterra.

Dell’antico Castello restano oggi le solenni mura e la torre di guardia, in un’atmosfera senza tempo, che solo a poco a poco palesa il suo fascino.
Gli eleganti ambienti interni, la corte esterna ed i sotterranei del Castello sono aperti ai visitatori. Secondo la testimonianze storiche tra le torri del Castello furono creati dei cunicoli segreti che conducevano alle marine di Santa Maria e San Marco.

Piazza Perrotti è situata a ridosso del Castello ed ospita l’omonimo palazzo del XII secolo. Qui soggiornò, nella notte tra l’11 e il 12 novembre del 1811, il re francese Gioacchino Murat. In quell’occasione il re esclamò: “Qui non si muore”, probabilmente riferendosi al clima mite del territorio di Castellabate.

Nel borgo di Castellabate sorge la Basilica Ponti cia Minore, costruita nella seconda metà del XII secolo e dedicata a Santa Maria. Non mancano numerose opere d’arte custodite all’interno della Basilica, come il polittico di Pavarino da Palermo. La maestosa torre campanile in stile romanico, munita di orologio, è adiacente alla Basilica.

Il nucleo antico di Castellabate accoglie alcuni palazzi appartenuti nei secoli passati a nobili famiglie, ciascuna delle quali assisteva alle funzioni religiose nelle cappelle private costruite ad hoc.

L’accesso più noto al borgo è quello dal Belvedere di San Costabile, uno slargo con una vista panoramica inestimabile da cui ammirare il tratto costiero che si estende da capo Tresino all’Isola di Licosa. Al tramonto, quando il sole gradualmente si tuffa nel mare, una sensazione di beatitudine pervade l’animo di chi osserva.

Castellabate, grazie al suo variegato patrimonio culturale, è sito Unesco dal 1998. Noto come “La perla del Cilento”, è uno dei “Borghi più belli di Italia” dal 2007 ed è stato più volte premiato con la Bandiera Blu di Legambiente dal 1999, Bandiera Verde nel 2015 e nel 2016. Il borgo è stato recentemente annoverato tra i ventuno “Gioielli d’Italia” (l’unico in Campania) dal Ministero del Turismo.

In ne, una curiosità. Castellabate nel 2009 ha ospitato il set della commedia campione d’incassi “Benvenuti al Sud”. In “Piazza X Ottobre 1123” (così chiamata in riferimento alla data di posa della prima pietra del castello) è stato ricostruito un uf cio postale al posto del pittoresco bar “La Piazzetta”. Qui sono state girate molte scene del lm. La casa di uno dei personaggi principali della commedia è Palazzo Perrotti, dove è possibile trovare la famosa targa “Qui non si muore”. Anche il Belvedere è stato set delle scene del film.



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